Continua la salita delle compravendite di immobili del settore terziario commerciale anche nel primo trimestre 2018. Si tratta del tredicesimo aumento consecutivo. Rallenta tuttavia il ritmo, passando dal +9,2% del quarto trimestre 2017 al +5,9% del primo trimeste 2018. Lo dicono le statistiche dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate(scarica il rapporto completo).
Si tratta di una crescita disomogenea: si va dal +10,9% del Nord Est al +2,3% del Sud. I dati variano molto anche a seconda del segmento di riferimento del settore terziario commerciale.
Il segmento uffici e studi privati ha subito un calo del 9,5% a livello nazionale; per negozi e laboratori le compravendite sono salite del 9,2%, così come per depositi commerciali e autorimesse. In calo dell’11,5% le altre categorie di immobili non residenziali (categorie B/4, D/2, D/5 e D/8), che costituiscono meno del 5% del settore terziario commerciale e sono rappresentate prevalentemente da edifici commerciali (80%).
Nelle 8 città italiane più popolate, il numero di transazioni normalizzate di uffici e studi privati è stato positivo per Napoli e Bologna, stabile per Torino e in discesa per le altre 5 città. Volumi in crescita dovunque per negozi e laboratori e negativi per depositi commerciali e autorimesse; per il quarto segmento i numeri esigui delle compravendite non permettono valutazioni statistiche rilevanti.
Il rapporto dell’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate analizza anche gli immobili non residenziali del settore produttivo, le cui transazioni sono salite dell’8,2%, superando i livelli del 2012 e il del trimestre precedente (+2,8%). Scambi positivi in tutte le aree geografiche ad eccezione delle isole, dove nel primo trimestre le transazioni sono scese del 43,8%. A trainare il settore è il Sud, dove gli scambi sono saliti del 27,8% nel primo trimestre 2018.
Infine, per quanto riguarda gli immobili del settore produttivo agricolo, i volumi di scambio sono saliti del 3%, rallentando rispetto al 10% del trimestre precedente. A livello geografico, la crescita del settore si è concentrata al Nord Est (+18,3%) e al Centro (+23,3%) e il calo nelle Isole (-25%). Gli immobili non residenziali di altro tipo (prevalentemente afferenti categoria catastale F) hanno visto un incremento del 2,2% dei volumi di scambio.